Un regalo per la nostra community…e per i nostri clienti

Un regalo per la nostra community…e per i nostri clienti

Il Natale in Nest.City è all’insegna della creatività e della contaminazione

Una copertina, un titolo rilevante, un tema che ci accompagnerà nei mesi a venire. In Nest.City la scelta del regalo di Natale ha sempre alla base la volontà di stimolare e formare la nostra community di architetti ad adottare uno sguardo innovativo alla ristrutturazione d’interni. 

Per questo, in occasione delle Feste, abbiamo riservato un piccolo dono a ciascuno dei nostri architetti, un poster che richiama i temi principali di un libro che riteniamo utile per fornire ai nostri clienti un servizio sempre più empatico, moderno e sartoriale e per suscitare un approccio comunitario, innovativo all’architettura nei nostri architetti. Quest’anno la scelta è ricaduta su un libro quanto mai attuale, Placemaker di Elena Granata, docente del Politecnico di Milano. 

Perché questo libro è importante per la community Nest.City?

Placemaker si basa su un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario: gli architetti, oggi, sono chiamati a proporsi come veri e propri “inventori” dei luoghi in cui viviamo, che siano privati o pubblici. Una forza creatrice non fine a se stessa, ma anzi dall’importante impatto sociale e con ricadute positive su ciascuno di noi e sulla comunità di cui siamo parte.

Partendo da questo assunto, Granata nel suo libro suggerisce l’importanza di essere “creatori di spazi” (placemaker, per l’appunto) prima ancora che architetti, ossia professionisti multidisciplinari in grado di ideare e concretizzare i propri progetti partendo dal confronto con lo spazio, con gli altri e con la committenza, per un’architettura davvero accessibile e capace di integrare le persone che la vivono, rappresentandone gusti, lifestyle e necessità.

Un regalo per i nostri architetti, una garanzia per i nostri clienti

L’idea alla base del libro di Granata crediamo sia fondamentale per gli architetti della nostra rete, che proprio ascoltando e relazionandosi a ciascun cliente possono andare a creare un’abitazione che somigli loro tanto da sembrargli “cucita” addosso. 

Il futuro della ristrutturazione, specie dopo questi anni di pandemia che hanno inevitabilmente cambiato il nostro rapporto con gli spazi – privati e non – non può prescindere dal fatto che gli architetti ascoltino e si facciano portavoce, attraverso i loro progetti, delle necessità inedite e attuali dei cittadini, che sempre più vivono la città non solo come un centro urbano, ma come vero e proprio prolungamento della loro abitazione.

Un domani della ristrutturazione condiviso e basato su un rapporto paritario tra architetto e committente, un futuro tutto da scrivere insieme perché l’utilità e lo scopo degli spazi si può e deve comprendere a partire “dal basso”: e la scintilla, l’ispirazione per innovare e creare progetti belli e funzionali, può nascere ovunque. 

Ecco, quindi, il motivo per cui speriamo che la scelta del titolo di Granata possa essere non sono di buon auspicio per tutti gli architetti, ma anche in grado di stimolare la nostra rete ad assistere i clienti in modo sempre più pro-attivo, capillare e innovativo, affinché le case – e le città – di domani siano sempre più create a immagine e somiglianza dei loro abitanti.

 



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